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martedì 12 maggio 2020

Le aspettative dei genitori


TRA SCUOLA E FAMIGLIA
Cinzia Mion, formatrice, psicologa, dirigente scolastica
Scuola dell’Infanzia n°5, anno 20°, Gennaio 2020-Giunti scuola

Le aspettative dei genitori nei confronti dei loro figli sono importantissime perché possono generare gratificazioni o frustrazioni che sono determinanti per il benessere e lo sviluppo armonico dei bambini.
Sono le aspettative eccessive che creano apprensione e paura di deludere i genitori. Questi ultimi, nella maggioranza dei casi, hanno fatto un investimento narcisistico sui figli, che non sono accettati per come sono, ma in funzione di quanto possano gratificarli. In questo caso i genitori pensano in buona fede solo di stimolare i propri bambini a dare il massimo e non si accorgono di stressarli. A volte sono però i bambini stessi che si creano questa convinzione, desumendola da confronti fatti con fratelli o altri.
Qualche volta le aspettative genitoriali nei confronti del successo scolastico del figlio sono troppo basse. In famiglia si assiste ad una svalutazione della scuola e il genitore appare poco partecipe o non interessato alle attività realizzate dal figlio, ma si informa soltanto sugli aspetti dell’accudimento: se ha mangiato, se ha dormito, se si è tenuto pulito…
Spesso il bambino può avvertire una sfiducia di base che si manifesta con frasi del tipo “se non lo aiuto non ce la fa…” o con affermazioni tipo “assomiglia a…, anche lui/lei andava male a scuola”.
I genitori possono non sapere che le aspettative sono “predizioni che spesso si avverano” e che hanno una grande influenza sull’evoluzione e la crescita dei loro figli. Per questo i docenti dovrebbero orientarli verso aspettative più corrette. È importante che i figli siano sempre incoraggiati, che vadano volentieri a scuola, che abbiano un rapporto desiderante con il sapere e la conoscenza e con lo scambio interattivo con i compagni. Che sentano, quindi, di avere spazio per la propria autorealizzazione, per diventare sé stessi, per sviluppare tutte le proprie potenzialità.

mercoledì 29 aprile 2020

Le caratteristiche dei bambini Gifted




ALL’ALBA DELLE INTELLIGENZE
DANIELA LUCANGELI, Università degli Studi di Padova
Scuola dell’Infanzia n°5, anno 20°, Gennaio 2020-Giunti scuola

Molti bambini possono presentare uno sviluppo asincrono: se da un lato manifestano capacità cognitive molto elevate, dall’altro possono mostrare un livello di sviluppo emotivo, sociale o psicomotorio adeguato alla loro età cronologica o anche inferiore. Questi aspetti espongono il bambino a un rischio maggiore di difficoltà nel funzionamento scolastico o sociale.
I bambini gifted (dotato, geniale) dimostrano una “ipereccitabilità” rispetto a tutto ciò che avviene nel loro contesto scolastico e familiare e vivono le gioie e i dispiaceri della vita più intensamente rispetto agli altri bambini.
L’ipereccitabilità può essere considerata un indicatore utile da osservare per individuare bambini iperdotati: i fattori legati a questo aspetto possono comportare dei risvolti negativi, ossia delle manifestazioni esasperate o esagerate, per questo negative.
IPERECCITABILITÀ MOTORIA: si esprime attraverso alti livelli di energia, attività e movimento. si manifesta solitamente attraverso un’attività fisica incessante e una parlantina continua. In questo caso il bambino potrebbe mostrare difficoltà nel restare confinato in una determinata area, manifestando la necessità di muoversi o di intervenire senza prestare attenzione ai turni di parola.
IPERECCITABILITÀ INTELLETTIVA: è rappresentata da un intenso bisogno di sapere e capire e da un alto senso morale. Include il farsi domande, l’interrogarsi e la capacità di sostenere lo sforzo cognitivo.
IPERECCITABILITÀ IMMAGINATIVA: è una vivida immaginazione e si manifesta spesso attraverso l’utilizzo di immagini e metafore nelle espressioni verbali e attraverso la creazione di mondi fantastici.
IPERECCITABILITÀ SENSORIALE: è rappresentata da una forte sensibilità a odori, colori e stimoli visivi e porta spesso a facili distrazioni o fastidi per stimoli apparentemente irrilevanti.
IPERECCITABILITÀ EMOTIVA: è caratterizzata da un vissuto emotivo forte con una potente espressività.

Questi aspetti possono generare situazioni di difficoltà nell’ambiente scolastico: nel caso di ipereccitabilità immaginativa, ad esempio, le caratteristiche rendono molto difficile per il bambino gifted l’adattamento a un ambiente scolastico rigido mentre, nel caso di ipereccitabilità emotiva, a scuola potrebbe accadere di osservare reazioni emotive estremamente accentuate, quali gesti di rabbia e aggressività a seguito di litigi, anche banali, con i compagni, o manifestazioni di grande dolore in risposta agli insuccessi, siano essi reali che apparenti.

lunedì 27 aprile 2020

Perchè la terra ha la febbre?



L’INTERVISTA
A cura di Silvana Loiero
Scuola dell’Infanzia n°5, anno 20°, Gennaio 2020-Giunti scuola

Elisa Palazzi è una ricercatrice presso l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche e docente di Fisica del Clima presso l’Università degli Studi di Torino. La sua ricerca è incentrata sullo studio dei cambiamenti climatici soprattutto nelle aree di montagna. È autrice con Federico Taddia del libro Perché la terra ha la febbre?

Non è facile parlare di questi temi con i bambini piccoli. Anidride carbonica, gas serra, biosfera…Che cosa può aiutare gli insegnanti?
Con i bambini e i ragazzi si tratta di trovare un linguaggio giusto, gentile, leggero, senza mancare di profondità e contenuto. Molto, se non tutto, parte dalla scuola ed è fondamentale rispondere positivamente alle richieste di approfondimento, di come trattare questi temi a scuola, di corsi di aggiornamento da parte degli insegnanti.
Qual è il modo migliore, per esempio alla scuola dell’infanzia e primaria, per coinvolgere in modo graduale, senza fare “tutto e subito”?
Il modo migliore credo sia quello di “vivere” questi temi quotidianamente nella scuola ed aiutare i ragazzi a portarli a casa: attraverso piccoli gesti virtuosi da fare tutti insieme. Per far capire che nessuna azione è inutile se è quella giusta e che ognuno può fare la sua parte: dall’uso della borraccia, all’attenzione allo spreco, al muoversi a piedi o in bici, al riciclo e al riuso degli oggetti.
Lei che è una studiosa ci dica: la febbre della terra è così anomala?
È vero: i tratti distintivi del riscaldamento odierno sono proprio le sue cause e la rapidità con cui sta avvenendo.
Che cosa può fare l’uomo per cambiare la nostra storia futura?
Siamo nella condizione di dover trovare soluzioni rapide per contenere il riscaldamento in corso ed evitare, o perlomeno ridurre, i rischi per gli ecosistemi, la salute, le nostre società e le nostre vite. La scienza ha permesso di fare chiarezza sullo stato di salute del nostro pianeta e di elaborare azioni contrastanti per contrastare i cambiamenti climatici. Ora bisogna passare all’azione senza perdere tempo: le scelte che facciamo oggi sono decisive per il nostro futuro.
La forte attenzione dei giovani al problema porterà, secondo lei, anche alle modifiche sul piano dei loro comportamenti?
Sono convinta di sì perché ogni azione efficace parte dalla cultura e dalla consapevolezza.
Quanto peseranno gli interventi politici per affrontare il problema?
Ovviamente sono indispensabili. Servono azioni politiche di riduzione delle emissioni e di mitigazione più in generale (uso di energie alternative, miglioramenti dell’efficienza energetica, economia circolare…) che permettano di agire sulle cause del surriscaldamento.

“NESSUNA AZIONE È INUTILE SE È QUELLA GIUSTA; OGNUNO PUÒ FARE LA SUA PARTE: DALL’USO DELLA BORRACCIA ALL’ATTENZIONE A NON SPRECARE ACQUA”.

martedì 14 aprile 2020

Ricordiamo..



Gianni Rodari con altre due meravigliose poesie
altrettanto attuali..





Ricordiamo...



...Gianni Rodari
Nel 2020 si festeggia il centenario dalla sua nascita
mentre oggi ricorre il giorno della sua scomparsa.
Per ricordarlo pubblichiamo una sua celebre poesia
molto attuale:

Storia Universale

In principio la terra era tutta sbagliata,

renderla più abitabile fu una bella faticata.

Per passare i fiumi non c'erano ponti.

Non c'erano sentieri per salire sui monti.

Ti volevi sedere? Neanche l'ombra di un panchetto.

Cascavi dal sonno? Non esisteva il letto.

Per non pungersi i piedi, né scarpe, né stivali.

Se ci vedevi poco non trovavi gli occhiali.

Per fare una partita non c'erano palloni:

mancava la pentola e il fuoco per cuocere i maccheroni,

anzi a guardare bene mancava anche la pasta.

Non c'era nulla di niente. Zero via zero e basta.

C'erano solo gli uomini, con due braccia per lavorare,

e agli errori più grossi si poté rimediare.

Da correggere, però, ne restano ancora tanti,

rimboccatevi le macchine, c'è lavoro per tutti quanti.



G. RODARI, Favole al telefono, Einaudi

sabato 11 aprile 2020

venerdì 10 aprile 2020

Nuova Grafica per il nostro Blog!

Oggi il nostro Blog si veste di nuovo!
Le maestre della Scuola dell'Infanzia
desiderano trasmettere un messaggio
di speranza...
...e quale colore per antonomasia era
il più adeguato?

UN ABBRACCIO VIRTUALE
A TUTTI VOI!


martedì 31 marzo 2020

Riflettiamo un pò..



Sfogliando una rivista mi ha colpito un trafiletto che riportava un brano di G. Rodari.  L’ho letto varie volte e l’ho trovato una vera e propria pillola di saggezza educativa e didattica. Per questo motivo ho pensato di proporlo anche alla vostra attenzione.           E’ proprio vero ciò che scrive Rodari, per giocare in modo significativo con i bambini ci vuole TEMPO. Tempo per mettersi comodi vicino a loro e per entrare in modo accomodante nel loro gioco. Tempo per entrare nel loro schema di gioco, per arricchire la situazione e per divertirsi insieme.                                                                                                                             Provate a leggere con calma questo breve brano e vi renderete conto che è proprio così sia a casa sia a scuola! “ Inventare storie con i giocattoli è una cosa che viene da sola se si gioca con i bambini: la storia non è che un prolungamento, uno sviluppo, un’esplosione festosa del giocattolo.”  Lo sanno tutti i genitori che trovano il tempo di giocare con i loro figli alle bambole, alle costruzioni, alle automobiline. L’adulto ha sul bambino, quando lui gioca con lui, il vantaggio di disporre di un’esperienza più vasta, dunque di poter spaziare più lontano con l’immaginazione. Non si tratta più di giocare “al posto del bambino” relegandolo al ruolo di spettatore; si tratta di mettersi al suo servizio. Si gioca “con lui”, ”per lui”, per stimolare la sua capacità inventiva, per consegnargli nuovi strumenti che userà quando gioca da solo, per insegnargli a giocare. ” E mentre si gioca, si parla. Si impara da lui a parlare ai pezzi del gioco, ad assegnare loro nomi e ruoli, a trasformare un errore in un’invenzione, un gesto in una storia…”

(ARTICOLO TRATTO DA DIDATTICA OPERATIVA 3/6; GRAMMATICA DELLA FANTASIA DI GIANNI RODARI)

mercoledì 25 marzo 2020

Riflettiamo un pò

Intervista a Daniela Lucangeli (università degli studi di Padova ) a cura di Chiara Tacconi
(dalla rivista scuola dell'infanzia n 3 anno 20 novembre 2019- giunti scuola)


Come stanno i bambini di oggi?
Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sempre più bambini, e sempre più precocemente, dimostrano quelle che Lucangeli chiama "vulnerabilità dell'umore".
Questo ci dimostra che non è più degli adulti la fatica delle emozioni, ma è diventata dei nostri figli.
Noi non vogliamo che ciò che ci provoca così tanto dolore nella nostra vita di adulti ( la vulnerabilità emozionale, l'ansia, l'angoscia, la tensione di cui siamo portatori) diventi la vita dei nostri figli.
C'è infatti un tempo della nostra vita in cui dobbiamo assumersi la responsabilità educativa di portare i nostri piccoli a sviluppare un processo di autoregolazione emozionale in cui ANSIA, ANGOSCIA, PAURA e STRESS siano emozioni che hanno anche l'altra parte, cioè LA VOGLIA DI STARE CON GLI ALTRI, IL CONFORTO, IL PIACERE, L'INTERESSE, LA CURIOSITÀ, LA SFIDA, LA PASSIONE .
Star bene è un diritto per i bambini e un dovere per noi.
Il legame tra emozioni e apprendimento è molto forte. Per esempio, se una persona, invece di ascoltarmi quando parlo, provasse paura di essere giudicata, mi ascolterebbe per CAPIRE e MODIFICARE I SUOI PENSIERI o per RIPETERE PASSIVAMENTE CIÒ CHE GLI HO DETTO PER PAURA DI ESSERE GIUDICATA?
Solo se c'è alleanza, se i bambini sentono che l'adulto c'è per aiutarli e non per giudicarli, c'è per accompagnarli e non per sostituirsi ad essi, ci può essere un vero apprendimento, una fiducia, un atteggiamento migliore con cui entrare a scuola ogni giorno e fare tanta fatica per IMPARARE.
La scuola può fare molto: può determinare il cambiamento dell'atteggiamento tra la fatica eteroregolata e la fatica che vale la pena perché migliora la vita.

martedì 17 marzo 2020

Spunto di riflessione per gli adulti



LE REGOLE



Ogni anno la scuola dell’infanzia propone un tema ampio, argomenti che vengono esplorati insieme ai bambini all’interno delle unità di apprendimento con lo scopo di arricchire le loro conoscenze e le loro esperienze, stimolando i campi esperienza previsti dal ministero dell’istruzione.

I temi e le proposte variano di anno in anno, ma una costante fondamentale non cambia mai: il grande lavoro che la scuola svolge sulle regole.



In questo difficile momento la vita dei bambini sta subendo un forte cambiamento, le giornate non sono più scandite da tempi precisi, e manca la relazione sociale presente a scuola che comporta la convivenza di gruppo e il rispetto di regole comuni.



Per offrire loro una continuità educativa e un contenimento emotivo pensiamo sia utile riflettere sul tema delle regole a casa e in famiglia.



Vi proponiamo delle riflessioni e dei suggerimenti tratti da una pubblicazione delle pedagogiste Rossini-Urso reperibile sul loro sito https://www.consulenzafamiliare.com/le-regole/



I bambini hanno bisogno di confini che permettano loro di crescere in un ambiente protetto, sicuro e in grado di porre le condizioni favorevoli per la conoscenza del mondo circostante, degli altri e di se stessi. Cosa sono questi confini? In primo luogo le regole che mamma e papà danno ai figli.

Ecco come dovrebbero essere:

    Poche: avere mille regole è come averne nessuna. E’ bene definire le regole fondamentali della famiglia in comune accordo col partner e attenersi a esse senza tentennamenti. Le regole fondamentali di casa possono essere anche 4/5, non di più. L’importante è che siano i punti di riferimento dei bambini. Es. sapere che l’ora dei pasti, della nanna, del bagno sono prefissate e che scandiscono la giornata dà il ritmo ai bambini e li rende sicuri, perché col tempo imparano a prefigurare ciò che accadrà loro.

Si può anche costruire insieme ai bambini un orologio dei momento della giornata, dove al posto dei numeri vengono rappresentati i momenti fondamentali (colazione-gioco-pranzo-riposo…) così da utilizzarlo come riferimento del tempo che passa.

    Chiare: perché un bambino possa rispettare le regole, deve avere ben chiaro quali sono. Ecco perché sono molto utili i cartelloni delle regole che si possono costruire insieme: in questo modo i piccoli sanno quali regole devono seguire, e sono facilitati a rispettarle.

    Positive: dichiariamo le regole sempre in forma positiva invece che negativa. Per es. meglio dire: “Si può giocare in sala e in cameretta”, piuttosto che “NON si può giocare in bagno né in camera di mamma e papà”. Le regole devono essere indicazioni di comportamento, NON divieti e basta.

    Concordate: rispettiamo sempre le regole concordate. Anche in assenza del partner. I genitori devono essere concordi, coerenti e uniti. Il bambino insomma deve percepire che non ha scampo! Per questo è importante stabilire le regole insieme, prima di comunicarle ai figli.

    Rimproveri e sanzioni: questi sono sempre in forma simbolica (sospensione di un’attività per esempio). E’ importante che si intervenga in modo tempestivo, che il rimprovero riguardi sempre l’azione commessa e che sia chiaro il motivo per cui ci si merita la punizione o il rimprovero. Anche perché è opportuno che la violazione di una regola sia rimarcata da una conseguenza; altrimenti il valore delle regole e la loro credibilità verrebbero demoliti. Consideriamo che per i bambini è già una sanzione dire loro che un determinato comportamento ci ha resi scontenti. Per i figli è importantissimo fare contenti mamma e papà

Certe di aver condiviso con voi un importante spunto di riflessione vi ringraziamo per l’attenzione.

Un saluto alla prossima!