E’ un’emozione primaria che può essere osservata anche nei bambini molto piccoli.
La rabbia, insieme alla
gioia e al dolore, è una delle emozioni più precoci e fondamentali.
E’ un sentimento primordiale, determinato dall’istinto di
difendersi per sopravvivere nell’ambiente in cui ci si trova.
E’, infatti, una delle emozioni innate: si mostra fin da subito
ed ha una funzione adattiva.
La rabbia nei bambini
La rabbia è un’emozione
importante per i bambini ed è parte integrante del loro percorso
di crescita.
Come sostiene Winnicott, infatti, “crescere
è di per sé un atto aggressivo“.
Basta osservare come i
bambini si muovono con prontezza verso un giocattolo che suscita il loro
interesse: lo afferrano con grinta e quando qualcuno prova a portarglielo via
si ribellano con aggressività!
Nei bambini l’aggressività è una modalità comunicativa e di
crescita che si trasforma e
si evolve in relazione alle tappe evolutive dello sviluppo e pertanto deve essere valutata in relazione alla sua età.
Nel primo anno di vita
l’aggressività del bambino è una modalità specifica sia di reagire alle
frustrazioni sia di dare spazio alla tendenza esplorativa.
Spinte, morsi, lancio di
oggetti, crisi di rabbia sono un tentativo per
esplorare le relazioni e anche per verificare l’effetto
che tali azioni suscitano sulle persone e sull’ambiente che circonda il
bambino.
La rabbia è una parte integrante della prima infanzia, come l’imparare a camminare e a parlare, mostra
che il bambino sta scoprendo il proprio Io.
Gli attacchi d’ira,
infatti, lo aiutano a superare la frustrazione.
In età prescolare, invece,
può derivare dall’incapacità del bambino di esprimere emozioni, desideri e
bisogni in modo compiuto, oppure può esprimere un sentimento di inadeguatezza
di fronte alle richieste che arrivano dal mondo esterno, di difficoltà ad
accettare il proprio limite e a rispettare le regole.
La gestione della rabbia nei bambini
I bambini hanno tutto un loro modo di comunicare le emozioni ed
è un errore fermarsi solo ed esclusivamente alla loro manifestazione finale e
più evidente.
Capita spesso di sentirsi
impotenti e disorientati di fronte alle sfuriate dei propri figli.
Non si sa bene come
comportarsi e come riuscire a contenere quei momenti di rabbia e a calmarli.
E si viene assaliti da mille interrogativi e sensi di colpa: meglio accontentarli, ignorarli o sgridarli?
Effettivamente, lo sviluppo emotivo dei figli dipende soprattutto dai genitori,
che dovranno affrontare con la massima tranquillità e attraverso il dialogo i
problemi di ogni giorno.
Occorre però far capire al
bambino che ci sono dei limiti e che le emozioni non devono diventare troppo
violente nella loro espressione.
Calmare i bambini senza sgridarli
Innanzitutto, i bambini vannoaiutati a gestire i momenti di rabbia e
aggressività con abbracci, carezze, sorrisi e
parole gentili.
Uno dei modi migliori per calmare i bambini è proprio l’abbraccio, che è insieme contenimento e contatto
e permette di placare l’agitazione procurata dall’eccesso di rabbia.
Il gesto affettuoso può
essere accompagnato da parole dolci, con voce rassicurante e tranquillizzante.
In queste situazioni,
infatti, la punizione o un tono di voce alto renderebbe il bambino ancora più
incline a urlare, battere i piedi, lanciare incautamente oggetti.
La manifestazione motoria della rabbia di un bambino non va repressa: quando prova rabbia deve
scaricarla e istintivamente lo fa con il corpo.
Va piuttosto aiutato a sfogare la tensione in modo sicuro
e non dannoso per sé e per gli altri; ad esempio, incoraggiarlo a saltare
velocemente sul posto, fare una corsa in cortile o lanciare per terra un
cuscino.
Dunque, in un momento di
collera, non bisogna chiedere al bambino di calmarsi:
in quel momento non è in grado di farlo e comunque, probabilmente, lo farebbe
infuriare ancora di più.
Le punizioni o
le sgridate sono sempre controproducenti
È fondamentale evitare di rispondere ai comportamenti negativi dettati dalla rabbia
con urla, punizioni, minacce e svalutazioni.
Il rischio sarebbe quello
di rafforzare la rabbia e innescare nel bambino meccanismi che amplificano una
percezione negativa di sé.
Inoltre, quando si
verificano episodi di rabbia, non bisogna etichettare i propri figli come
rabbiosi e irascibili, ma cercare di capire lo stato d’animo che si annida
sotto quel comportamento.
Non bisogna, dunque, identificare i bambini con la loro
rabbia e le loro reazioni impulsive.
Quando un bambino è molto
arrabbiato, è importante stargli accanto:
la presenza del genitore gli comunica che lo rispetta e comprende il suo stato
d’animo.
La scatola della rabbia
Un modo molto funzionale e
divertente è quello di costruire, insieme ai bambini, una
vera e propria scatola della rabbia.
Costruirla insieme è
fondamentale: il bambino deve personalizzarlo e sentire suo questo oggetto.
Poi deve scegliere un
posto dove tenerlo: sulla scrivania, dentro l’armadio, sopra un mobile.
Un posto dove possa
prenderlo ed utilizzarlo facilmente da solo senza dover chiedere aiuto a
nessuno.
Il bambino ogni volta che si arrabbia, prende la sua rabbia, oppure un oggetto o un
disegno che rappresenta la sua rabbia, e la
mette nella scatola, chiudendola dentro.
Oggetti e disegni che poi
potranno essere guardati insieme nei momenti di calma per cercare di parlare
insieme di quello che ha provato.
Il potenziale educativo di
questo gesto è immenso: il bambino incanala la sua energia
distruttiva in un’azione costruttiva.
La scatola della rabbia
non serve tanto per liberarsi della rabbia, piuttosto per aiutare il bambino adare una forma alla sua rabbiae ad imparare a gestirla.